L’innovazione sociale nel coworking


Difficilmente possiamo immaginare un mondo statico che non crede nell’evoluzione e che, soprattutto, non la pratichi. Soprattutto perché oggi giorno non c’è un campo che non creda nella rivoluzione e rivalutazione di se stesso.

Proprio da qui è nato il concetto di coworking, uno dei sistemi più innovativi nel settore del lavoro, che è riuscito a conquistarsi il titolo di smart idea.

Riuscire a dare una definizione di coworking e capire esattamente come funziona è un passo fondamentale da affrontare, oggi.

Ma per affrontare questo discorso c’è un altro passo importante da fare prima: capire qual è la base da cui nasce il coworking.

La risposta sembra facile, l’innovazione sociale è il motivo scatenante, ma questo ci porta ad un altro punto:

Che cos’è l’innovazione sociale?

Ne Il Libro Bianco sull’Innovazione Sociale di Murray, Grice e Mulgan, l’innovazione sociale viene così discussa:

Definiamo innovazione sociale le nuove idee che soddisfano dei bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni.”

In realtà, parlare di questo fenomeno pratico è davvero complesso, ma cerchiamo di farlo per comprendere meglio quella che è la crescita del coworking.

Un’innovazione sociale viene considerata tale quando è buona per la società, cioè quando nutre la crescita di azione per la società stessa.

Perché la natura dell’innovazione sociale nasce dalla competizione di mercato e dalla ricerca di un maggiore profitto, spinto da pressioni sociali esercitate dall’esistenza di:

  • bisogni insoddisfatti
  • risorse sprecate
  • emergenze ambientali o sociali

Quindi, quando possiamo parlare di innovazione sociale?

Quando le risorse e le forze del singolo cittadino danno come frutto qualcosa di utile all’imprenditorialità e alla comunità. In modo da ottimizzare l’utilizzo di queste risorse per ottenere soluzioni più soddisfacenti. Quando possiamo, quasi, tastare con mano l’impatto che ha sulle relazioni e sui comportamenti collettivi.

Una dimostrazione che l’idea funziona meglio delle soluzioni esistenti e genera valore per la società.

Non ci sono dei settori in cui l’innovazione sociale funziona meglio o è più sviluppata. Anzi, le idee più innovative sono frutto di collaborazioni tra vari settori e produttori che in comune hanno solo il desiderio di partecipare all’evoluzione.

L’innovazione sociale è qualcosa di impresso nell’essere umano che sviluppa queste idee per la sopravvivenza della comunità.

La finalità dell’imprenditorialità dell’innovazione è la creazione di un impatto positivo per la società.

Niente è più potente di un esempio ben riuscito, e questo lo dobbiamo agli strumenti e ai processi utilizzati dall’innovazione sociale. Strumenti che hanno dato come frutto una delle idee più fertili degli ultimi anni: il Coworking.

Perché il Coworking sia un esempio puro di innovazione sociale, questo va cercato nella sua idea di coproduzione e innovazione, che, ben articolati, hanno dato un senso alla partecipazione dei cittadini alla produzione e alla distribuzione di servizi di interesse generale.

 

Il Coworking richiede:

  • Presenza
  • Interazione
  • Competenza

Solo in questo modo la comunità può essere un fattore attivo nel processo di produzione e non solo una parte esterna.

La pratica del Coworking è una risposta al lavoro che sta cambiando le sue esigenze e che richiede, sempre di più, luoghi di contaminazione e creazione.

Prima il coworking era semplicemente uno spazio dove i lavoratori condividevano gli strumenti e si incoraggiavano con la collaborazione.

Oggi, invece, c’è stata una rivalutazione, i coworking hanno superato l’aspetto fisico e sono riusciti a creare spazi condivisi di lavoro nei processi di produzione aziendale.

Al centro di questa idea di innovazione sociale c’è l’integrazione tra i lavoratori e il sostenersi reciprocamente. Ma soprattutto, il coworking deve essere un’organizzazione della produzione che riesce ad offrire dei vantaggi competitivi.

Per far sì che un coworking funzioni veramente bisogna tenere a mente qualche punto:

  • Il coworking, per definizione, se non è composto da più persone non può esistere
  • I coworker non sono clienti, ma professionisti che lavorano con te e che, come te hanno un solo compito: raggiungere l’obiettivo comune
  • Le skill professionali vengono costantemente migliorate dalla community

Il cambiamento deve essere un obiettivo comune.

Solo una forza lavoro sana può concepire un’alta qualità dell’ambiente in cui si opera. Ma la domanda che a questo punto sorge spontanea è: come crei interazione tra le parti operanti in modo facile e rapido?

Come abbiamo già detto, dunque, una delle costanti che non può mai mancare in un coworking è la condivisione degli strumenti. Ma soprattutto, non può mancare un metodo che ti permetta di tenere sempre a portata di mano tutto ciò di cui hai bisogno ogni volta che ne hai bisogno.

In particolare modo, è necessario poter gestire le telefonate di lavoro in modo Smart. Ovunque ti trovi e da qualsiasi dispositivo è la regola d’oro oggi giorno. Soprattutto perché ti permette di rivalutare la tua immagine agli occhi dei clienti. Ma anche poter gestire clienti e fornitori in modo davvero semplice.

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About Gabriele Proni

Gabriele ProniSono un ingegnere informatico, classe 1990. Mi occupo di sviluppo mobile e web, cloud computing e telecomunicazioni. Più che di tecnologie, in realtà, mi occupo di trovare soluzioni: ecco perché non smetto mai di studiare.