Cos’è la firma digitale e come richiederla


L’Italia, il Paese delle “carte”, delle marche da bollo, dei timbri e delle file interminabili agli sportelli, ogni tanto riesce anche ad affacciarsi al nuovo millennio e, quando lo fa, spesso crea delle procedure che semplificano realmente la vita dell’imprenditore o del freelance di turno, generalmente impegnati a districare matasse e appuntarsi nomi di funzionari e uffici ai quali rivolgersi per poter ottenere un documento qualunque.

Sul finire del vecchio millennio la Comunità Europea introdusse il sistema della firma elettronica e digitale con una direttiva, la 1999/93/CE che, strano ma vero, è stata recepita dal nostro ordinamento giuridico in tempi rapidi, quasi commoventi, con il D. lg. 23 gennaio 2002 n.10 prima, e il codice d’amministrazione digitale poi – al quale abbiamo già accennato nel nostro post dedicato alla digitalizzazione dei documenti.

La firma digitale si inserisce in un progetto più ampio di digitalizzazione delle procedure, il progetto CNS, acronimo di Carta Nazionale dei Servizi,  pensata per facilitare i rapporti tra cittadini, aziende, professionisti e pubblica amministrazione.

Nell’articolo di oggi intendiamo spiegarti cos’è e come richiedere una firma digitale per poter interagire in modo corretto con la Pubblica Amministrazione.

Firma elettronica e digitale: cosa sono?

Nel testo del CAD, e precisamente nel “Capo II – Documento informatico e firme elettroniche; trasferimenti di fondi, libri e scritture” si trovano tutte le specifiche relative alla regolamentazione delle firme elettroniche e digitali.

Innanzitutto, dobbiamo dire che firma elettronica e digitale rappresentano uno strumento di identificazione del legale rappresentante dell’azienda, PMI o startup che sia, e sono essenziali per poter garantire la sicurezza e l’autenticità dei documenti prodotti dalla stessa da sottoporre all’attenzione degli enti pubblici, ovviamente per via telematica.

Come si legge nel testo:

Il documento informatico sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche di cui all’articolo 20, comma 3, che garantiscano l’identificabilità dell’autore, l’integrità e l’immodificabilità del documento, ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del codice civile. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare, salvo che questi dia prova contraria.

e anche:

La firma digitale deve riferirsi in maniera univoca ad un solo soggetto ed al documento o all’insieme di documenti cui è apposta o associata.

L’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere ad ogni fine previsto dalla normativa vigente.

Quindi, quando parliamo di firma elettronica e digitale ci riferiamo ad uno strumento molto importante per qualunque attività professionale e imprenditoriale, di cui non si può più fare a meno.

Certo, ha una serie di vulnerabilità anche molto gravi e delicate. In effetti, essendo la firma legata ad una smart card da collegare, tramite un lettore, al pc utilizzato in azienda o dal freelance, il livello di sicurezza si riduce sensibilmente, essendo direttamente proporzionale alla sicurezza dell’ambiente informatico e telematico al quale è connesso il computer.

Ciò nonostante, sempre più aziende, cittadini e professionisiti si sono adoperati per dotarsi della firma digitale, come confermano i dati riportati sul sito dell’Agid:

Dai dati forniti dai certificatori accreditati, dal maggio 2014 al luglio 2015 risulta un incremento di oltre il 50% di certificati di firma digitale attivi: al mese di maggio 2014 risultavano 5.319.800 certificati, al luglio 2015 8.104.615 certificati in corso di validità. Si stima che circa il 75% dei certificati di firma digitale attivi afferiscano a sistemi di firma remota.

Numero fisso e centralino cloud in 59 secondi

Come richiedere la firma digitale

A gestire l’innovazione infrastrutturale del nostro Paese è l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid), una realtà alla quale andrebbe rivolta una certa attenzione, perché nonostante i soliti limiti strutturali italiani, sta cercando di fare delle cose egregie, che ci auguriamo possano presto concretizzarsi.

Sul sito, nella sezione dedicata alla firma digitale, si può leggere:

La firma digitale conferisce al documento informatico le seguenti caratteristiche:

  • autenticità: la firma digitale garantisce l’identità del sottoscrittore del documento

  • integrità: la firma digitale assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione

  • non ripudio: la firma digitale attribuisce piena validità legale al documento, pertanto il documento non può essere ripudiato dal sottoscrittore.

Per ottenere la firma digitale per la propria attività è necessario rivolgersi ai cosiddetti “certificatori”, ovvero operatori autorizzati a rilasciarle per conto dello Stato. Il problema, come ammesso candidamente sul sito della Agid, è che spesso capire chi può realmente erogare questo servizio per conto dello Stato non è facile, ecco perché è stata creata una tabella per aiutare gli imprenditori e i freelance ad orientarsi meglio.

Innanzitutto, va chiarito che non esiste nessuna differenza tra la firma rilasciata da un certificatore rispetto ad un altro, l’unica cosa che cambia è la tecnologia utilizzata per il lettore o per la smart card, ma la valenza è la stessa.

Per conoscere i certificatori riconosciuti puoi consultare la tabella cliccando qui. Uno di questi è Aruba, che spiega come richiedere il kit e come attivarlo sul sito, qui.

La Carta Nazionale dei Servizi, e con essa la firma digitale, rappresentano ormai uno strumento essenziale per qualsiasi attività professionale, in particolare per quelle che si trovano spesso a dover interagire telematicamente con enti pubblici, come l’Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio e così via.
Cosa aspetti? Vai e richiedila, i costi sono irrisori e i vantaggi enormi.

P.s. Unisciti a noi!

L’obiettivo di questo blog è aiutare startup e piccole imprese a migliorare la produttività aziendale. Pubblicheremo ogni settimana nuovi post con i nostri consigli.
Cosa aspetti? Iscriviti alla newsletter di Voverc. Prometto di fare del mio meglio per renderti entusiasta di esserti registrato.