Come avviare un’impresa


Oltre 20mila imprese in più in tre mesi – come non si vedeva dal 2010 – grazie soprattutto al crollo delle chiusure, mai così basse nel III trimestre da dieci anni a questa parte, e fallimenti ancora in calo. Il saldo fra le imprese nate e cessate tra luglio e settembre ammonta infatti a +20.075 unità, frutto di 74.082 iscrizioni e  54.007 cessazioni. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, sono quasi 4mila le imprese in più. Il sistema delle imprese italiane raggiunge così una dimensione pari a 6.060.085 unità. Il tasso di crescita del periodo (+0,33%) è il risultato del più basso volume di cessazioni rilevate nel terzo trimestre dell’anno dal 2006 e uno dei più contenuti volumi di iscrizioni del decennio, superato solo nel 2014.

Quello che abbiamo riportato in apertura del nostro post è il resoconto pubblicato dal Centro Studi UnionCamere, contenente i dati relativi al III trimetrestre del 2015, l’ultimo pubblicato.

Come vedi, nonostante le evidenti difficoltà nelle quali versa il sistema produttivo nostrano, c’è ancora molta voglia di mettersi in gioco ed aprire nuove attività.

Lanciarsi in un’avventura imprenditoriale fa paura a tutti, anche a quelli più navigati e con alle spalle una storia di successi e guadagni importanti, perché ogni inizio si scontra con un elemento imprescindibile: l’ignoto.

Andare verso l’ignoto è difficile, e non conta l’essere o meno coraggiosi o sprovveduti, perché quello che non conosciamo ci paralizza. È così in ogni aspetto della vita, quindi anche negli affari.

A questa paura va aggiunta la difficoltà ad interagire con la burocrazia, che in Italia assume le sembianze di un troll gigante, una specie di montagna di rocce contro la quale sbattere costantemente la testa nella speranza di produrre una crepa e guardarvi attraverso.

Nel nostro articolo di oggi vogliamo aiutarti ad allargare quella crepa e, perché no, ad abbattere l’ostacolo. Non sarà facile, lo ammettiamo, ma nemmeno impossibile.

Fai una ricerca di mercato

Avere una buona idea è solo una goccia nel mare, perché tutti hanno una buona idea almeno una volta nella vita, il problema è metterla in pratica, concretizzarla, e quello è decisamente più complicato. È un po’ come se dormendo tu sognassi di partecipare e vincere una maratona; quando ti svegli al massimo ti ritroverai sudato, non certo dimagrito e tonico.

Ogni business, anche quello apparentemente più banale, ha bisogno di una fase di analisi e di ricerca, essenziale a sviluppare una strategia a prova di bomba. Partire senza avere le idee chiare in mente può trasformare la tua idea in una lampadina fulminata, e non è il caso di bruciarla così.

Affidati ad un consulente con competenze comprovate nell’analisi di mercato e fatti seguire passo passo in questa fase di studio iniziale, che è veramente fondamentale. Magari i dati raccolti potrebbero suggerirti che non ci sono margini di sviluppo della tua idea, oppure che le proiezioni di crescita sono ridotte al punto da non giustificare l’investimento iniziale. Ma potrebbero anche suggerirti il contrario, sia ben chiaro, altrimenti sembra che vogliamo scoraggiarti.

Fissa obiettivi concreti e realistici

Vuoi aprire un e-commerce e fare concorrenza ad Amazon? Beh…buona fortuna, e se ci riesci, ricordati degli amici!

Non scherziamo, va bene essere ambiziosi, ma quando l’ambizione è priva di concretezza si chiama “pazzia”. Se vuoi fare business con la tua nuova PMI o startup, allora devi restare con i piedi per terra e fissare degli obiettivi raggiungibili, partendo dai dati che hai raccolto nella fase di analisi.

Non partire a razzo, pensando di poter bruciare le tappe perché tu hai l’idea del secolo e sei più in gamba di chi ha fallito prima di te, perché magari è così, ma un imprenditore è prima di tutto un uomo pragmatico, anche quando è per carattere e temperamento un sognatore.

I risultati possono giungere solo con il tempo. Tu, intanto, devi impegnarti a far crescere sempre di più la tua azienda, alzando continuamente l’asticella e avendo come mantra la frase di Buzz Lightyear: “Verso l’infinito e oltre”.

Però ricordati, un passo alla volta, altrimenti inciampi.

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Arrenditi alla burocrazia

L’Italia è la Repubblica delle carte, lo sai tu, lo sappiamo noi, e per quanto ci si possa indignare o ribellare le cose non cambieranno certo domani, quindi armati di pazienza e segui tutti i procedimenti burocratici che prevede la legge.

Le cose da fare sono molte:

  • Aprire una partita iva, autonomamente o tramite un Commercialista;
  • Scegliere un Codice Ateco (classificazione delle attività economiche), ovvero il codice attività che indica il tipo di servizi o prodotti da te offerti o realizzati. Per verificare il Codice adeguato e corrispondente alla tua attività, puoi effettuare una ricerca sul sito dell’ISTAT, cliccando qui;
  • Effettuare una Dichiarazione di inizio attività, presso l’Agenzia delle Entrate se si tratta di libero professionista, oppure presso la Camera di Commercio per le aziende;
  • Iscriversi all’INPS, alla gestione ordinaria o alla gestione separata. In caso di professioni riconosciute da ordini professionali, verifica anche la cassa di previdenza alla quale iscriversi e in che modo;
  • Iscriviti all’INAIL, l’ente che assicura contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L’iscrizione è obbligatoria per tutti, anche per le casalinghe;
  • Effettua la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA): questo certificato sostituisce dal 2010 la DIA, rendendo il tutto più snello e veloce. Infatti, oggi l’azienda può iniziare ad operare ufficialmente dal giorno di presentazione del documento agli enti competenti, senza dover attendere i tempi di risposta. Qualora ci fossero delle incongruità durante la fase di controllo, allora l’ente ha 60 di giorni di tempo per intervenire e chiedere la messa a norma o l’interruzione dell’attività.  

Ti consigliamo di leggere questo utile eBook pubblicato da UnionCamere, nel quale vengono elencati i vari adempimenti di leggere per avviare un’impresa in Italia. È della fine del 2014, ma la maggior parte delle cose sono rimaste immutate in tutti questi mesi.

Crea il tuo team

Ne abbiamo parlato diffusamente in altri post su questo blog, il team di lavoro per una PMI o startup è fondamentale, e va costruito tenendo conto di vari fattori, umani e professionali. Prima di partire con il tuo business, crea una squadra di persone competenti e con le quali è piacevole interagire e collaborare, e sviluppa una struttura verticale, assegnando responsabilità e compiti precisi ad ogni membro, in modo che possano gestire al meglio il lavoro da svolgere senza fare confusione.

È bello il lavoro di squadra, ma senza un minimo di gerarchia e di struttura non si va da nessuna parte.

Sviluppa la tua presenza online

Avviare una attività oggi senza costruire una presenza digitale non è impossibile, ma è altamente sconsigliato, soprattutto per quelle realtà che possono trarre grossi vantaggi dal web, e non vale solo per le startup innovative o le web agency, affatto.

Anche un’attività locale, una piccola attività commerciale, un artigiano, tutti possono costruire una presenza online efficace, capace di convertire e generare profitti, l’importante è farlo con criterio e affidandosi a persone competenti ed esperte.

Oggi quasi tutte le aziende hanno un sito web o almeno un canale social attivo, spesso però non rispondono ai requisiti richiesti dagli utenti, sempre più affamati di contenuti di qualità e interazioni real time.

Avere una presenza efficace sul web vuol dire accrescere la propria reputazione, sia che tu sia un freelance o un imprenditore con dei dipendenti.
Avviare un’impresa vuol dire seguire il proprio cuore, la propria passione e avere coraggio di rischiare.

Perché, come direbbe qualcuno, chi non risica non rosica, ma se ti lasci sfuggire l’occasione, allora rosicherai… per il rimpianto.

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L’obiettivo di questo blog è aiutare startup e piccole imprese a migliorare la produttività aziendale. Pubblicheremo ogni settimana nuovi post con i nostri consigli.
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About Leonardo Coppola

Leonardo CoppolaRomano di nascita, Argentino d'adozione: dicono che sono un tipo eclettico ma è solo un modo simpatico per non definirmi pazzo :-)
CEO di Voverc , appassionato di Digital Marketing e SaaS.
Ho un amore smodato per i Bulldog Inglesi.