Cosa c’entrano Microsoft, Messenger e i bot con la tua azienda


Microsoft vuole permettere a chiunque di sviluppare i propri bot. Facebook ha annunciato il lancio di un vero e proprio bot store per Messenger. Insomma, l’era dell’intelligenza artificiale è ufficialmente iniziata.

Spaventoso? Forse, ma pare proprio che i giganti della tecnologia e della comunicazione vedano un futuro caratterizzato non da un rapporto “uomo contro macchina”, bensì “uomo con le macchine”.

In questo articolo ti spieghiamo in che modo i bot potranno rivoluzionare il business e il rapporto con i clienti.

Cosa sono i bot?

“Bot” è una contrazione della parola robot, termine utilizzato per indicare una macchina che fa il lavoro di un uomo. Il bot non è una macchina, ma è un programma che simula l’esistenza di una persona e si comporta come tale.

Per esempio, ti sei mai divertito a chiacchierare con Siri sul tuo iPhone o con Cortana su Windows Phone? Ecco, un bot non è altro che un sistema automatizzato con cui l’utente può interagire in base a determinate chiavi di ricerca o a determinati argomenti. La particolarità è data dal veicolo con cui i comandi vengono trasmessi, ovvero la conversazione naturale.

Certo non si tratta di una novità: i primi bot sono nati negli anni Novanta. La vera rivoluzione sta nella loro integrazione con le moderne piattaforme di messaggistica istantanea.

Microsoft Bot Framework

Solo poche settimane fa, nel corso del Build 2016, Microsoft ha annunciato il rilascio di Bot Framework, una piattaforma grazie alla quale sarà possibile programmare dei bot da integrare in una gamma di servizi e piattaforme, tra cui e-mail, Skype e Telegram.

L’obiettivo? Rendere ogni sviluppatore in grado di infondere intelligenza alle proprie applicazioni, per ogni tipo di azienda o servizio, come ha sintetizzato Satya Nadella, CEO di Microsoft.

Secondo Nadella, il futuro sarà pieno di gente che parlerà con questi chat-bot. Microsoft Bot Framework nascerebbe, quindi, proprio per aiutare l’umanità a muoversi verso quel futuro in cui i bot vivranno con gli esseri umani e parleranno la stessa lingua.

Per dimostrare il funzionamento del sistema, sempre in occasione del Built 2016, Microsoft ha creato un chat-bot per Domino’s Pizza, sostituendo i moduli per la prenotazione online convenzionali con un’interfaccia conversazionale.

 

Facebook e la rivoluzione di Messenger

Sulla stessa scia, nel corso di F8 – Facebook Developer Conference, Mark Zuckerberg ha annunciato il lancio di tool che permetteranno agli sviluppatori di costruire bot all’interno di Messenger, apportando, così, una serie di nuove funzioni all’app di messaggistica di Facebook.

In questo modo, Messenger permetterà di creare servizi sempre più personalizzati per le aziende, preparandosi, così, a diventare uno dei principali canali per la relazione tra azienda e cliente, proprio grazie all’intelligenza artificiale.

Negli Stati Uniti sono disponibili già diversi bot. Tra questi, Uber aggiorna l’utente sullo stato della vettura prenotata; Wall Street Journal notifica eventuali breaking news, ma a breve si potrà interagire chiedendo informazioni sulle quotazioni in borsa in tempo reale. Insomma, le possibilità sono davvero infinite.

Un esempio un po’ più vicino a noi? Il bot di un negozio potrà seguire l’utente in tutta la fase di acquisto creando un carrello personalizzato in base alle sue richieste, che verranno effettuate del tutto automaticamente. Alla fine verrà chiesto l’indirizzo di spedizione e l’acquisto sarà terminato.

D’altra parte, la presenza delle aziende su Facebook non è più una novità, come non è nuovo che i clienti contattino le stesse aziende proprio tramite Messenger, per ottenere risposte in tempi brevi. Spesso, però, queste richieste restano insoddisfatte a causa del numero ridotto di risorse destinate al social care.

Insomma, l’intelligenza artificiale non appare più così estranea al mondo delle imprese e finalmente, a brevissimo, potrebbe capitare anche a te di gestire vendite o assistenza clienti tramite chat-bot. Certo siamo ancora all’inizio, ma l’entusiasmo di tutti gli esperti tecnologici è alle stelle: non a caso, l’integrazione dei bot con i sistemi di messaggistica istantanea è stato paragonato alla rivoluzione che Apple ha vissuto con il lancio dell’App Store.

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